— I Regni di Nashira 3 —

“In un mondo infiammato dalla guerra, solo un eroe può portare la pace.”

Questo terzo capitolo della saga dei Regni di Nashira, scritta sempre da Licia Troisi, finalmente sono riuscita a ritornare in quel mondo fantastico che l’autrice mi aveva regalato negli altri suoi libri, ad esclusione appunto dei primi due di questa (di qui ho scritto la recensione:  — I Regni di Nashira 1 —  e — I Regni di Nashira 2 — ). I personaggi sono fantastici, ben strutturati psicologicamente, la storia vola via in un soffio, e ci sono un paio di colpi di scena che mi hanno quasi fatta morire di ansia!!! Mi piace molto come si sta sviluppando la trama e devo dire che il personaggio di Saiph mi sta colpendo sempre di più; infatti mentre nei primi libri mi sembrava molto sottomesso rispetto a Talitha, in questo libro riesce davvero a prendere in mano le redini del proprio destino, compiendo un’azione davvero coraggiosa che, spero, alla fine lo ricompenserà! Dopo aver letto l’epilogo di questo volume giuro che non vedevo l’ora di iniziare l’ultimo libro (che ho già iniziato) e spero che vi succedano cose meravigliose!!!

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta, e di avervi invogliati a leggere un libro che consiglio assolutamente (dopo aver letto i due precedenti), perché anche se la saga non comincia nel migliore dei modi (per quanto riguarda il coinvolgimento della storia) vi assicuro che arrivati a questo punto ne varrà assolutamente la pena e vi ricrederete anche voi!

“Il Tramite ha detto che solo io posso salvare Nascita. Ma cosa vuol dire “salvare”? Ha senso salvare un posto in cui non vive più nessuno perché le razze che lo abitavano si sono sterminate a vicenda? Non è anche questo salvare Nashira? Da se stessa, più ancora che da Cetus.”

I Regni di Nashira 3-2

“E fu nella solitudine e nel silenzio della fossa comune, sotto il caldo tocco delle due stelle, che d’improvviso Saiph riaprì gli occhi.”

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— I Regni di Nashira 2 —

“I forti si salvavano a spese dei deboli, e soccombeva chi non era furbo a sufficienza per sopravvivere.”

Il secondo capitolo della saga dei Regni di Nashira è quello dei quattro che mi è piaciuto di meno; infatti qui più che negli altri si avverte il déjà-vu con i libri delle Cronache del Mondo Emerso, e anche se penso che l’autrice abbia scritto sequenze che davvero sono simili alle Cronache perché è l’argomento che le viene meglio di raccontare, non ho apprezzato lo sviluppo psicologico della protagonista Talitha: in questo libro sembra quasi assatanata di sangue e guerra, sembra che non veda l’ora di uccidere tutti quelli che incontra, e mentre il suo fidato servo va in deserti e luoghi sconosciuti per salvare il mondo, lei ha come unico obiettivo la violenza. A parte questo, la trama è abbastanza interessante ma non si sviluppa così bene come il primo libro… lascia però presagire che presto ci saranno dei nuovi eventi interessanti e sbalorditivi, e speriamo che sia così!

Per quanto riguarda lo stile di scrittura dell’autrice, si può notare un progressivo miglioramento della trama e dello stile dei testi se si leggono le Cronache del Mondo Emerso e questa saga insieme. E’ un libro che consiglio, specialmente a chi non ha letto altri libri dell’autrice.

“Se voleva salvare la ragazza che era stata la sua padrona, e che era la sua unica ragione di vita, doveva darsi da fare.”

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“Era dunque quella l’essenza della battaglia: l’annullamento del tempo, un eterno presente in cui non c’era spazio per i pensieri e le emozioni, ma solo per le lame che cozzavano l’una contro l’altra, per i muscoli che scattavano, per il sangue.”

— Hunger Games —

Happy Hunger Games! And may the Odds be Ever in your Favor!

Ho iniziato a leggere questo libro dopo aver visto il primo film, e mi è dispiaciuto non scoprire prima il libro, perché come al solito il film trasmette molte meno emozioni del libro! Nonostante ciò rimane una delle mie saghe fantasy preferite in assoluto, e una delle poche di cui i film tutto sommato mi sono piaciuti. Tra i tre libri della saga questo è quello che mi è piaciuto di meno, soprattutto a causa del comportamento di Katniss verso Peeta e Gale, questo continuo tira e molla che non fa capire assolutamente i veri pensieri e obiettivi della protagonista; l’unica cosa che sembra emergere in questo primo libro del carattere della nostra eroina è il suo spirito di sopravvivenza che la porta in alcuni casi a scelte egoiste, ma che alla fine cambia nella commuovente scena che riguarda la sua amicizia con Rue. Detto ciò questa saga è una delle poche che consiglierei a chiunque e non solo agli appassionati del genere, perché in ogni caso merita di essere letta e sicuramente appassionerà anche chi non è abituato a questo genere.

Vi lascio qui la trama del libro:

“Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience.”

Spero di avervi ispirati e buona lettura!

“I don’t want to lose the boy with the bread!”

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“I realise, for the first time, how very lonely I’ve been in the arena. How comforting the presence of another human being can be.”

— 10 curiosità su Harry Potter—

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Tornando a questa che è e resterà sempre la mia saga preferita, dopo aver scritto delle 10 curiosità sul primo film della saga (di cui vi lascio il link  qui) oggi voglio farvi scoprire 10 curiosità sul secondo film della serie, “Harry Potter e la Camera dei Segreti”:

  1. La battuta di Jason Isaacs e la conseguente risposta di Daniel Radcliffe furono improvvisate dagli attori (“Noi speriamo che il signor Potter ci sia sempre per salvare la situazione”).

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  2. Tantissimi fan di Harry Potter andarono a vedere Scooby-Doo soltanto per assistere alla proiezione del trailer del film.

  3. L’arazzo nella Sala Comune di Grifondoro è una copia di “Lady and the Unicorn“, arazzo del sedicesimo secolo in esposizione al Museo Cluny di Parigi.

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  4. Zoë Wanamaker decise di non tornare a vestire i panni di Madama Bumb dal momento che riteneva il suo stipendio troppo basso.

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  5. La stazione ferroviaria che si vede nel film è la vera King’s Cross dall’interno. L’esterno, invece, è in realtà la stazione di St. Pancras, adiacente a King’s Cross.

  6. Shirley Henderson aveva 36 anni quando ha interpretato Mirtilla Malcontenta, facendo di lei l’attrice con più anni ad interpretare uno studente di Hogwarts.

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  7. Nella scena finale Hermione avrebbe dovuto abbracciare sia Harry che Ron. Emma Watson era troppo in imbarazzo, così il regista le “concesse” di abbracciare solo Harry, e di stringere la mano a Ron.

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  8. Bonnie Wright ha svelato di aver girato una scena in cui Ginny strangola un gallo al di fuori della capanna di Hagrid. Nel libro viene spiegato che il canto del gallo è fatale per i basilischi. La scena però fu tagliata.

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  9. Uno dei due film della saga a non esser stato candidato all’Oscar (assieme all’Ordine della Fenice).

  10. Richard Harris era convinto che Fanny fosse un uccello vero addestrato prima di scoprire, con sommo stupore, che si trattava di un pupazzo meccanico.

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E voi cosa non sapevate? Cosa invece vi ha incuriosito o fatto divertire ? Ed infine cosa avreste aggiunto?

A breve le curiosità sul terzo film della saga, Harry Potter ed il Prigioniero di Azkaban!!!

— La Riunione —

“Steso su quel tappeto, Tommy non sta più giocando solo con Tara, ma è circondato da tutti i suoi gatti.”

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E’ la prima volta che ho il piacere di leggere un libro di questo autore (Stefano Pastor), e ne ho avuta la possibilità grazie all’autore stesso, che ha offerto i propri libri gratuitamente a chi in cambio avesse scritto una recensione per lui.

Ho letto il suo libro in appena un giorno e mi sono sorpresa di me stessa perché le pagine sono parecchie (la mia appa iBooks indica sulle 420 pagine) e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa: sono diversi i colpi di scena che mi hanno davvero sorpresa, soprattutto negli ultimi capitoli, e la storia mi sa molto di qualcosa di nuovo e diverso dai libri che si leggono solitamente e che si trovano nelle librerie. E’ un racconto che mi ha sorpreso per la sua attualità e che fa pensare che forse anche altre persone, magari che conosciamo, possono passare questi momenti. Nel complesso è un libro che consiglierei, specialmente agli appassionati di libri dal sapore un po “urban” e che apprezzano i libri molto chiari e che scorrono fluidamente. Ho apprezzato l’assenza di flashback e la mancanza di inutili perdite di tempo per definire i personaggi, che solo leggendo la storia si riescono a comprendere appieno. Vorrei fare solo due piccole critiche: la prima riguarda lo stile di scrittura, perché a volte mi infastidivano un po le frasi corte e piene di punti che mi hanno reso la lettura un po a scatti, non so se mi spiego… la seconda riguarda la trama: avrei TANTO voluto sapere di più sulla “madre” di Tommy e Rebecca!!! Spero che se tu non l’hai ancora fatto scriverai un seguito caro Stefano, perché se no io ci rimarrò molto male!!! Concludo facendo i miei complimenti all’autore per una storia, bella fresca e originale!

Vi allego il link per dare una sbirciata al sito dell’autore, che trovate qui.

“ Non posso avere figli, non ce l’ho fatta».
Vera la guarda con dolcezza, le accarezza una guancia. «L’ho fatto io per te».”

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“La tua camera è proprio accanto alla mia e ti farò disperare, te lo giuro. Ti piace così tanto chiedere scusa? Be’, lo dovrai fare un mucchio di volte prima che ti perdoni. Ti farò dannare, so essere pestifero, loro te lo possono testimoniare. Ti pentirai di avere un fratello come me, mille volte. Non sono mai contento, non è mai abbastanza». Inarca un sopracciglio. «Sei preparato a tutto questo?». Tommy sorride. «Anch’io ti voglio bene».”

— Segnalazione —

Ho il piacere di segnalarvi due ottime offerte che ho trovato (e di cui non ho saputo non approfittarne) disponibili nei supermercati Bennet.

  1. La prima consiste in libri editi dalla Mondadori, 2 libri per 15 euro; io ho preso il libro di Jojo MoyesNotturno di Cuori” e quello di Valerio Massimo Manfredi intitolato “ L’ultima legione“;
  2. La seconda consiste nell’offerta dell’editore Newton Compton, che permette di comprare due saghe a 9.90 euro, io ho acquistato quella di Andrea Frediani che contiene i libri “Marathon“, “300 – La Battaglia delle Termopili” e “Sfida sui Mari“, e quella scritta da José Rodrigues dos Santos contenente “L’enigma di Einstein“, “Vaticanum” e “Il Tribunale degli Eretici“.

Spero che anche voi riuscirete ad approfittare di queste favolose offerte per immergervi in nuove, inimmaginabili avventure.

Vi allego i link per acquistare i libri che ho preso io, disponibili su Amazon:

  1. Jojo Moyes- Notturno di Cuori
  2. Valerio Massimo Manfredi- L’ultima Legione
  3. Andrea Frediani- Marathon – 300. La battaglia delle Termopili – Sfida sui mari
  4. José Rodrigues dos Santos-L’enigma di Einstein – Vaticanum – Il tribunale degli eretici

Purtroppo alcuni titoli sono usciti da poco e su Amazon sono disponibili solo in formato Kindle.

Vi allego anche il link per visionare il volantino Bennet contenete l’offerta, che trovate qui.

— Cristo fra i Muratori —

“Onde d’ambra incandescente galleggiavano sul cantiere, l’acciaio sudava minio, il palco sapeva di cenere di pineta, il mattone si fendeva il lamette rosse di argilla bruciata, nel secchio di cemento la sabbia vergine e la calce viva disegnavano brulicami grigi, e gli uomini odoravano di carni abbrustolite.”

Pietro di Donato conosceva bene l’ambiente del cantiere, infatti in questo libro autobiografico il Job è sempre presente, con la sua figura oppressiva e talvolta letale, che fa riflettere sulla vita degli immigrati italiani in America, su quanto lavorassero duro e su quanto fossero sfruttati e maltrattati. Il piccolo Paolino si ritrova così a 12 anni senza un padre, e comportandosi come l’uomo di casa inizia a fare lo stesso lavoro del padre appena defunto: il muratore, nonostante suo padre volesse per lui un futuro migliore, in cui “non ci saranno più Di Donato a costruire grattaceli”. Mi sono imbattuta in questo libro a causa dei miei studi universitari, e un esame intero lo diedi appunto esclusivamente sui più importanti libri della letteratura Italiana in America, leggendo altri libri come “America Primo Amore” di Mario Soldati e “In una Casa un’altra Casa trovo” di Joseph Tusiani; all’inizio mi sembrava inutile sprecare tutte queste energie per studiare questa parte della letterature italiana, visto che non ci era stata nemmeno accennata la letteratura scritta in madrepatria, ma nonostante ciò ho trovato questi libri così pieni di sofferenza, ma allo stesso tempo così sinceri che per me è stato davvero difficile non pensare a quanto abbiano sofferto queste persone in realtà. sia per le fatiche del lavoro, che per la lontananza da casa e il razzisimo che allora esisteva anche verso gli Italiani. Credo che tutti gli Italiani debbano almeno leggere alcune di queste opere d’oltreoceano, così da capire e ricordare chi, rincorrendo l‘”American Dream” ha lasciato tutto per trasferirsi negli Stati Uniti, spesso clandestinamente. Una delle cose che più mi ha lasciato stupita è l’incredibile differenza lessicale tra la parlata degli italiani e quella delle autorità e di chi fa rispettare le leggi, che rende il divario tra gli Italiani e gli Americani ancora più marcato.
Spero che leggendomi qualcuno, preso da curiosità, inizi a leggere queste opere bellissime e sincere.
“La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito in una condizione priva di spirito. E’ l’oppio dei popoli.”

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“Quella notte passò nell’incertezza, nella sensazione che, per qualche oscuro motivo, la famiglia di Geremia fosse dalla parte del torto, e che dalla parte del torto fossero le umili facce spaurite nei corridoi dell’Istituto Liquidazione Infortuni, e tutti coloro che vivevano alla giornata negli appartamenti sopra il loro, tutti gli uomini che sudano, bestemmiano e muoiono sul lavoro; volgari e immorali tutto, di peso alla carità pubblica, impotenti di fronte al trionfante potere della legge.”